Daniel Tzvetkoff fa tremare il poker online USA

Per evitare la galera e 75 anni dietro le sbarre (siamo negli Stati Uniti, e qui chi non rispetta la legge va in carcere), Daniel Tzvetkoff (nella foto), il ragazzo australiano ultra-milionario che ha voluto ottenere sempre di piu’ sfidando il governo americano ed infrangendo la legge anti-poker online UIGEA, oggi ha perso tutto ed e’ costretto a vivere a New York in un piccolo appartamento sotto la protezione dell’FBI per paura di ritorsioni da parte delle poker room incriminate che sono fallite soprattutto a causa sua. Ma andiamo con ordine e raccontiamo la vita incredibile di questo australian le cui radici sono bulgare, figlio di poveri immigrati in cerca di un futuro migliore nella terra dei canguri. Daniel, nato nel 1983, e’ sempre stato molto intelligeza, avendo un QI superiore alla media. All’eta’ di tredici anni gia’ aveva imparato a costruire siti online tanto da fondare la sua prima impresa: una societa’ di web design. E’ bene tenere in considerazione le date, perche’ all’intelligenza dobbiamo aggiungere anche il fattore fortuna: l’essersi trovato al posto giusto, al momento giusto. A scuola impara tutto cio’ che da sapere sul mondo di Internet e crea quello che lo rende uno dei giovani piu’ ricchi ed indidiati del pianeta: un software capace di gestire i pagamenti online. Ha 21 anni ed il mondo e’ suo, perche’ in quel periodo aumentano in modo vertginoso le transazioni finanziarie online e la sua compagnia, “Intabill”, non ha competizione. A questo punto, pero’, quando tutto sembrava procedere in modo meraviglioso, le cose cambiano, perche’ si mette di mezzo quella voglia di avere sempre di piu’ che lo porta a prendere decisioni deleterie. Comincia a spendere come un forsennato, lui che ha messo su una fortuna di $80 milioni: mega-ville, macchine straordinarie e costosissime, parties a non finire in giro per il mondo. Il fato cattivo lo porta a raggiungere la “Sin city”, Las Vegas, che diviene il suo posto preferito in cui fare festa. Possiamo immaginare il motivo. A Las Vegas, nei vari parties esclusivi a cui si reca, incontra i manager ed i giocatori piu’ famosi di poker on line. Alla fine decide di instaurare proprio a Las Vegas una societa’ specializzata nello gestire i pagamenti online tra i siti poker ed i giocatori. Era il 2008. La legge UIGEA era stata approvata nel 2006. Stava violando la legge americana in maniera ovvia. Perche’ ha voluto rovinarsi sapendo quello che faceva? Un suo ex-amico che vuole rimanere anonimo dice che Daniel credeva di essere al di sopra di tutto, anche della legge. Faceva cio’ che voleva, infischiandosene delle conseguenze. Per lui, un suo sorrisino bastava per mettere le cose a posto. A noi questo ragazzo fa pensare ad una persona in Italia…l’unica differenza e’ che in Italia questa persona gode di immenso potere politico, ma questa e’ un’altra storia. Questa volta, pero’, a Daniel il sorrisino non e’ bastato. A soli 26 anni, cominciano i guai e perde tutto. Le poker room Full Tilt, Poker Stars ed Absolute Poker capiscono che i conti non tornano: per finanziarsi lo stile di vita, Daniel, stava rubando i soldi direttamente dai suoi clienti. Il suo partner di allora, un ex avvocato di Brisbane Sam Sciacca fa fare un audit e si scopre che effettivamente Daniel ha rubato un sacco di soldi dai conti delle poker room, che lo denunciano. Le cose peggiorano quando Sciacca scopre anche che ben $50 milioni vengono trasferiti da Intabill direttamente sul suo conto bancario personale e cosi’ termina anche la loro emicizia e collaborazione, perche’ Sciacca lo denuncia per $100 milioni, mentre Intabill non ha piu’ fondi per operare. L’avventura di Daniel finisce a gennaio del 2010. Perde tutto in Australia, anche la casa. Negli Stati Uniti, invece, i guai sono appena cominciati. I suoi ex collaboratori americani, molto arrabbiati, giustamente, per come aveva speso i soldi, lo denunciano accusandolo di “money laundering” (riciclaggio di denaro sporco) perche’ Daniel, al fine di non farsi scoprire, aveva creato una rete di siti web e conti esteri in grado di gestire le transazioni finanziarie tra le poker room americane ed i giocatori. Invece di starsene a casa dei genitori in Australia, Daniele commette l’errore piu’ grande e stupido della sua vita: nel mese di aprile dell’anno scorso si reca ad una conferenza relativa alle compagnie di pagamento online che si tenne a Las Vegas e, naturalmente, venne arrestato dalle autorita’ americane in un baleno. E’ accusato di essere la mente di un racket che ha fruttato $540 milioni in due anni. Viene arrestato e rischia una pena di 75 anni di galera. Avete letto bene…75 anni dietro le sbarre. Dopo un po’ Daniel comincia a cooperare con l’FBI e, lo pensano in molti, e’ “grazie” alle sue rivelazioni che quel maledetto “Black Friday” (15 aprile, 2011) e’ avvenuto. E’ a causa delle sue rivelazioni che Full Tilt, Poker Stars ed Absolute Poker sono state bloccate completamente negli US. Le sue rivelazioni hanno portato alla morte del poker online negli USA. Ma non e’ finita qui. Questa incredibile storia continua: Daniel ha affermato pubblicamene che continuera’ a parlare contro i suoi ex clienti americani: le poker room. Las Vegas trema perche’ adesso si attendono altri arresti. E’ per questa ragione che deve vivere sotto protezione dell’FBI. Daniel e’ finito dal punto di vista imprenditoriale, pero’ vorrebbe vivere da uomo libero e si e’ deciso a collaborare dopo che il governo americano ha stipulato con lui un accordo particolare. Seguiremo le vicende di questa storia legata al poker on line da cui potrebbe venir fuori un film eccezionale.